Skip to content Skip to footer

Eccoli, i santi macellai. I padroni della croce e del sangue

Cibatevi delle mie carogne

Hanno preso il Cristo e l’hanno spremuto fino all’ultima goccia, e poi hanno detto che era per amore. Gli hanno strappato la carne, cotta a fuoco lento nel forno della fede cieca, e l’hanno servita in tavola alle masse affamate di miracoli e risposte semplici.

La religione non salva, conserva. Come la morte. E mentre tu guardi un dio inchiodato, loro ingrassano cucinandoti i cadaveri delle sue promesse. “Cibatevi delle mie carogne”, sussurra il sistema col volto della Madonna e le mani da burocrate. Ti nutre con parole marce, simboli impastati di controllo, colpa, dovere.

Ma non è solo chiesa. È tutto quello che si inginocchia per comandarti meglio. L’ideologia, la patria, la scuola, la famiglia. Ti offrono l’ostia mentre ti dissanguano. Ti benedicono mentre ti spogliano. E quando hai freddo, ti dicono che è colpa tua: dovevi credere di più.

Hanno crocifisso anche te. Da piccolo, da povero, da donna, da diverso. Hanno usato la sofferenza come livella morale: chi soffre è puro, chi gode è colpevole. E poi hanno fatto i soldi con la tua purezza.

Il Redentore serve solo se stai male. Se ti alzi, se pensi, se scappi, non servi più. E allora ti fanno a pezzi. Come lui. Ma senza resurrezione. Solo carne da offrire al prossimo culto del dolore.

Non mangiare più le carogne altrui. Sputa l’ostia, strappa il velo, rovescia il calice. Non sei nato per immolarti. Sei nato per gridare.

– Carta Straccia

Leave a comment