Editoriale
O impari ad amare le spine, o non accettare le rose
La vita non ti deve nulla. A volte ti regala una rosa che profuma di inferno, e tu la stringi lo stesso.
: “O impari ad amare le spine, o non accettare le rose.” Bella da scrivere su un muro, sporca di sangue se la tieni in mano.
E poi c’è una gatta. Tredici anni di vita, ossa consumate, corpo tradito da una neoplasia che si è messa a spargere metastasi come un piromane con le tasche piene di fiammiferi. Una bestiola che, invece di cedere, si è messa a partorire. Un solo piccolo, contro la sua abitudine. Un segreto nascosto sotto la pelle, senza pancia da mostrare.
E lì capisci la lezione: mentre i medici aprono, ricuciono, diagnosticano, lei – che sa benissimo di avere i giorni contati – si attacca a quel gesto primordiale e definitivo. Allatta. Nonostante il dolore, nonostante il veleno dentro il corpo, nonostante la fine che bussa alle ossa. Tiene in vita il suo cucciolo. Non per eroismo, non per poesia. Perché è così che si fa. Perché la vita, quando resta un filo, non chiede conforto né commiserazione: chiede di essere spesa, fino all’ultima goccia.
O ami anche il dolore, o la vita non è per te. O stringi i rovi, o lascia stare i fiori.
E allora sì: le rose hanno le spine. Sempre. Solo che noi, idioti, vogliamo solo il profumo, i petali vellutati, la promessa di bellezza che non punge. Ma la verità è questa: non puoi stringere una rosa senza tagliarti. Non puoi vivere, non puoi amare, non puoi nemmeno respirare davvero senza sanguinare un po’.
La gatta lo sa. Non legge aforismi, non scrive poesie. Ma incarna quella frase come fosse stata scritta sul suo corpo. Lei ti dice, senza voce, senza teoria: o ami anche il dolore, o la vita non è per te. O stringi i rovi, o lascia stare i fiori.
E allora, davanti a quegli occhi che ancora vegliano sul piccolo, davanti a un corpo che cade a pezzi ma non molla la presa, ti rendi conto che la stima – quella vera – non va ai vincenti, ai sani, ai belli da copertina. Va a chi, sanguinando, continua ad amare.
Perché è lì, tra le spine, che la rosa è vera.
— Carta Straccia
Carta Straccia
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lovart
Great read! It’s fascinating how tools like the Lovart AI Agent blend creativity with AI-perfect for streamlining complex design workflows without losing the human touch.