Carta Straccia
Benvenuti nell’età della diarrea ideologica
Non c’è più destra. Non c’è più sinistra. C’è solo lo scolo. Lo scolo mentale di un paese che ha svuotato le parole come si svuota un cesso intasato: a secchiate, alla cieca, schizzando merda ovunque. Una volta…
Daniel Graves
Ha mandato a fanculo il mondo con un messaggio solo. Secco. Preciso. Come uno sputo in faccia. “Figli di puttana.” E poi ha cliccato “invia”. Fine.
Non per dire la verità. Ma per farsi notare.
Il problema…
Non c’è niente da dire. E non perché non ci sia nulla da raccontare. Ma perché ogni parola sarebbe una truffa.
Hai aperto gli occhi stamattina come si apre una ferita: senza volerlo, senza forza, senza gloria. Hai guardato il soffitto, le mani, il tempo. Hai visto il vuoto. Non quello…
Nel vicolo dietro casa, tra piscio e giornali bagnati, c’è tutta l’Italia.
Quella vera.
Quella che cade, e non si rialza.
Quella che prende tre gol dalla Norvegia e poi ti manda il comunicato col logo rifatto.
Quella che fa pena e finta di essere patriottica.
Il cane fa quel che può: alza la zampa…
Lo trovai lì, spalancato sulla scrivania polverosa di un vecchio archivio dimenticato. Un libro logoro, rilegato con la colla della disperazione e la carta ingiallita di chi ha creduto troppo. Pagina quarantadue. Sempre lei. Il numero della risposta senza domanda. Il punto esatto in cui la vita smette di fingere e ti dice la verità…
A schiena dritta e denti stretti,
col fango sotto le scarpe
e la rabbia negli occhi.
Un altro figlio di cane
che il sistema non è riuscito a spezzare,
ma nemmeno…
C’è un momento in cui ti senti come la figura nella foto. Accovacciato sulla vita che ti pesa, e quello che lasci a terra è tutto quello che non sei riuscito a trattenere. È lo sbrocco. Quel momento in cui l’anima si stanca di trattenere la dignità, e sputa fuori tutto in un rutto di…
Tagli l’erba come se servisse a qualcosa, la casa pulita dietro mentre davanti brucia tutto.
Tre ore, quattro, a piegare la schiena come un mulo, per poi chiederti che senso ha.
La stanchezza che arriva prima ancora di iniziare, quella che non va via nemmeno dormendo.
Smettila di recitare la parte del povero cristo.
Non sei un martire, non sei un santo caduto. Sei un codardo ben pettinato che si racconta fiabe per dormire meglio.
"La carne è debole", dici. No, amico. La carne urla, lotta, si contorce, ma è viva. Sei tu che sei morto.
Guarda quell'immagine. Guardala per davvero.…