Carta Straccia - Sciopero del Nulla
e ha perso tutto. L’ultimo scrivano in piedi davanti alla farsa del mondo,
con un cartello che urla più forte di mille editoriali:
“Non ho un cazzo da dire.”
…
Non per ordine.
Per rispetto.
Come si piegano le cose che ti hanno tenuto in piedi quando stavi cadendo a pezzi.
Il giubbotto arancione.
Disteso, preciso.
Come un corpo che ha smesso di lottare ma non si…
Un anno o due.
E poi magari torna.
Lascia anni di bottiglie vuote, canne storte, mattine sprecate a guardare il soffitto come se dovesse cadere giù da un momento all’altro.
Uno che stava a galla per caso, tra la birra e il niente, tra la rabbia muta e la vergogna…
Non riesco a lasciar passare nulla. Ogni scena diventa racconto. Ogni gesto si trasforma in simbolo.
È una maledizione, sì. Ma almeno è mia.
Oggi, tra erba, sterpi e rovi, ho visto nascere un mito.
L’ho visto con i miei occhi.
E ora te…
E sputargli in bocca –
con parole educate, certo, ma sempre sputo è.
La Spagna, stavolta, ha fatto il miracolo: ha guardato in faccia
Donald Trump, l’imperatore dei bulletti armati fino ai denti, e ha detto NO.
…
Puoi voltarti.
Puoi cambiare città.
Cambiare letto, religione, medicina, amante, oroscopo.
Ma non ti salvi.
La morte è una pazienza bastarda.
Non corre. Non grida. Non ti rincorre.
Ti aspetta.
Il ciclo comincia e finisce lì.
Nel punto cieco…
E tu sorridi perché hai solo una possibilità su sei di farti saltare il cervello.
Ma nessuno ti dice che magari è proprio quella la botta di culo.
Il problema, vedi, è che ci…
Non ti hanno chiesto niente.
Non un parere, non un consenso, non una firma.
Hai aperto gli occhi, hai gridato, e loro hanno detto: “è vivo”.
Col cazzo. La verità è che eri già morto.
Appena nato.
Sapevano già tutto di te: il…
Un posto dove non si viene a vincere, ma nemmeno a perdere. Si viene a tirare il grilletto, e vedere se la vita ha voglia di scherzare ancora.
Lo chiamano il Circolo della Speranza.
Un nome da dopolavoro, da tombola parrocchiale. E invece si gioca alla roulette russa.
…
C’è sempre stato, fin da piccoli, quell’essere molle.
Quel bambino che quando gli mostravi qualcosa che avevi tu, lui lo voleva subito.
Non perché gli piacesse.
Non perché gli servisse.
Ma perché tu ce l’avevi. E lui no.
…
Eccolo.
Un dito in faccia a chi capita qui per sbaglio e già storce il naso.
Uno di quei nasi che annusano la merda ogni giorno ma si scandalizzano solo quando qualcuno glielo dice.
Benvenuto, caro lettore casuale.
Tu che passi da qui come da…