Ogni mattina si ripete lo stesso rito. Accendere la macchina. Aspettare chi dovrebbe salire. Fare il proprio dovere anche quando gli altri scelgono l’ambiguità, il silenzio, l’opacità.
A volte non c’è gratitudine. A volte non c’è nemmeno giustizia. Ma non siamo…
C’è una chiave. Una sola. Sta lì, sospesa a mezz’aria, come se aspettasse qualcosa o qualcuno. E c’è una porta, mezza visibile, mezza negata. Il meccanismo è chiaro: serratura, chiave, passaggio. Eppure qualcosa non torna.
Fuori, c’è una figura. Sta all’ombra. Forse attende. Forse osserva. O forse non ha mai davvero bussato. La…
Una di quelle giornate inventate da chi ha bisogno di sentirsi qualcuno solo perché ha un pisello tra le gambe. Una festa fatta dai coglioni, per i coglioni.
Niente a che vedere con la virilità. Niente a che vedere con la forza, con il coraggio, con la fatica di esistere. Solo un pretesto…
Il caffè? È lava. Ti investe come una marea di CHAOS, non ti sveglia: ti affoga. Altro che buon giorno. È guerra, ogni mattina. Ed è tutta interiore.
Ti svegli per combattere un altro giro d’orologio contro il senso, contro la nausea, contro la normalità imposta. Tutto…
I razzi, i droni, l’intelligenza artificiale che ti porta il caffè e ti legge l’anima. Ma eccolo qui il futuro: un bambino in mezzo alle macerie, con un casco da astronauta in testa e in mano un panino che cola più ruggine che speranza.
Il tramonto brucia…
È nei palazzi del potere sacro, dove i cardinali fumano sul cadavere della fede e ti indicano l’abisso mentre ci sguazzano dentro. L’inferno è nei sermoni sulla purezza, vomitati da bocche che ingoiano oro, silenzi e peccati mai confessati.
E tu? Tu sei nato sporco. Te lo…
l’Italia sorride stanca a chiunque passi. Non perché ci creda, ma perché deve. Perché il trucco deve tenere, la Madonna deve sembrare immacolata, anche se sotto la tunica sacra puzza di compromessi, clientele e carcasse di ideali.
“Disponibile per eventi patriottici”, dice il cartello. Ma lo sa…
Ridete pure. Per nascondere la disperazione dietro un naso rosso e due buffonate da quattro soldi. Per farvi ridere mentre dentro muore. E se si ammazza, tanto meglio: uno in meno a disturbare la festa.
Nessuno chiede mai come sta il clown. Perché non si fa.…
Eccola lì, la sacra icona della maternità patriarcale. Crocifisso sotto il cartello “MAMMA” come fosse una carica istituzionale, non un gesto umano. E tu, che ancora ti chiedi perché cazzo ti senti in colpa ogni volta che respiri un po’ più forte.
L’amore tossico ha la voce…
Eccola lì, la sacra icona della maternità patriarcale. Crocifisso sotto il cartello “MAMMA” come fosse una carica istituzionale, non un gesto umano. E tu, che ancora ti chiedi perché cazzo ti senti in colpa ogni volta che respiri un po’ più forte.
L’amore tossico ha la voce…
È quel fottuto momento in cui senti che c’è qualcosa che puzza di marcio ma tutti fanno finta di non sentire. E allora stai zitto pure tu. Ti spegni, ti pieghi, e lasci che la menzogna ti mangi da dentro come un topo in una scatola chiusa.
…
Si mette il camice, prende la laurea, firma ricette e si fa chiamare “dottore”. Ti sorride, ti tocca il volto con la zampa insanguinata, e ti dice che lo fa per il tuo bene. Intanto ti studia come carne fresca.
La medicina ha venduto l’anima al…