(e un po’ anche a Dennis)
13 ottobre — autoironia, karma e un bicchiere di vino 🍷
L’anno scorso avevo preso in giro il mio collega Dennis, che il giorno del suo compleanno — a 40 anni — si faceva gli auguri…
Ogni mattina, il rumore del decespugliatore copre tutto.
La voce, i pensieri, perfino il nome. Resta solo il ronzio. E dentro quel ronzio io sparisco. Divento un corpo che taglia. Un uomo senza voce che pare servire solo a far posto al verde nuovo, quello che crescerà ancora, come se il mondo non avesse…
Una penitenza da schiavi che credono che la disciplina sia vita, quando in realtà è solo morte a rate.
Io non sono costante. Non lo sarò mai. E non me ne frega un cazzo.
Scrivo quando brucia, quando la testa pulsa come una…
Immagine d’apertura — Carta Straccia.
La Pallottola in Vendita, lo Sconto dell’Umanità
C’è un vecchio scheletro al bancone, un relitto con la pistola già incollata alla tempia e i soldi ancora stretti tra le dita. Compra la sua…
Nonostante la carne marcisca e i sogni si sgonfino, eccomi ancora: un relitto che rifiuta di sparire in silenzio.
Un bicchiere, poche banconote, e la certezza che anche i morti hanno diritto a un brindisi.
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Il cadavere che parla — Carta Straccia
Il cadavere che parla
Cronaca di un corpo che ordina un doppio whiskey mentre la città finge di non sentire l’odore.
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Editoriale
O impari ad amare le spine, o non accettare le rose
La vita non ti deve nulla. A volte ti regala una rosa che profuma di inferno, e tu la stringi lo stesso.
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Non fa rumore, non lascia orme: ti mangia da dentro mentre sorridi per educazione.
Lo chiamano “prudenza”, “buon senso”, “non è il momento”. Nomi finti per una resa vera.
Quando non parli, firmi l’alibi del colpevole. Gli regali la notte, e lui ti ruba il giorno.
Apri la bocca. Anche se trema. Anche se perdi…
Non del tuo blog, non della tua arte. E non è cattiveria: è vento che porta via i fogli.
Il lato brutale?
Ti leggono, ti applaudono, ti dimenticano. Non perché sbagli, ma perché non sei mai stato necessario.
Va bene così: se scrivi per essere ricordato, scrivi già da morto. Se scrivi per respirare,…
Non è il caldo africano, non è il riscaldamento globale, è proprio che si è rotto i coglioni. Ogni mattina si alza e trova la solita sagra della mediocrità: gente che sbadiglia davanti a un caffè freddo, politici che promettono rotonde, giovani che scappano via come la luna in questo disegno, e vecchi che si…
Guardalo. Il Cristo acrobata. Il Redentore con l’elastico al piede che si lancia fuori dalla croce come un condannato che dice basta, che s’è rotto i coglioni.
Non è resurrezione, questa. È fuga. È un gesto disperato, teatrale, come quelli che non si fanno per salvare il mondo, ma per smettere di reggerne…
Tic, tac. Morti.
Tic, tac. Morti.
Due vite che evaporano nel nulla ogni battito d’orologio.
Mica metafore. Non è poesia. È la contabilità della falce.
Centocinquantamila al giorno. Sei-mila ogni ora. Un autobus ogni sessanta secondi.
Il mondo non gira: collassa in silenzio sotto il…