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Un condannato che dice basta, che s’è rotto i coglioni

Il Cristo che Salta

Guardalo. Il Cristo acrobata. Il Redentore con l’elastico al piede che si lancia fuori dalla croce come un condannato che dice basta, che s’è rotto i coglioni.

Non è resurrezione, questa. È fuga. È un gesto disperato, teatrale, come quelli che non si fanno per salvare il mondo, ma per smettere di reggerne il peso. Gesù non si sacrifica: scappa. Non muore per i peccati, salta per liberarsi dalla farsa.

Perché la croce, oggi, non è redenzione: è marketing. È plastica, è oro nei palazzi vaticani, è preti che predicano povertà con l’anello d’oro al dito. È potere, è controllo, è confessione come schedatura, è silenzio sulle violenze, è omertà in nome del Signore. È il corpo di Cristo trasformato in souvenir da parete, svuotato del sangue ma pieno di profitto.

E allora lui, il povero Cristo, scappa. Non ce la fa più a stare appeso per i selfie dei pellegrini, per la devozione di chi prega la domenica e sfrutta il lunedì. Si slaccia dai chiodi e si lancia. Non per miracolo, ma per sopravvivenza.

Forse voleva salvarci. Ma poi ci ha visti più affamati di potere che di pane, più interessati al peccato altrui che al perdono nostro. E ha capito: è inutile.

Questa non è blasfemia. È disperazione. È arte che urla, in un mondo che prega in silenzio ma bestemmia coi gesti.

Quel filo elastico al piede è la nostra ipocrisia: lo tira giù anche se vuole volare. Perché non lo lasciamo andare. Abbiamo bisogno di tenerlo lì, impalato, a espiare per noi. Ancora. Sempre.

Ma oggi il Cristo salta. Forse cade. Forse no.

Ma intanto, per un attimo, è libero.

Carta Straccia

1 Comment

  • lovart
    Posted Agosto 23, 2025 at 12:45 am

    This article really highlights the value of intuitive design tools. It reminds me of how Lovart streamlines creative workflows with AI-especially the smart suggestions and canvas editor. Fresh take on old concepts!

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